San Lorenzo – Messa ore 10,00

1ª DOMENICA DI AVVENTO – ANNO C

Canto d’ingresso

Atto penitenziale

Signore, perdonaci perché tu hai annunciato la tua venuta e noi non ti abbiamo atteso, abbi pietà di noi.
Signore, pietà!
Cristo, Signore della storia, perdonaci perché spesso non alziamo il capo per riconoscerti presente, abbi pietà di noi.
Cristo, pietà!
Signore, Germoglio di giustizia, perdonaci per tutte le volte che le nostre azioni hanno creato sofferenza e ingiustizia, abbi pietà di noi.
Signore, pietà!

Preghiera all’accensione della candela

Come segno di questa prima domenica di avvento viene accesa la prima delle quattro candele dell’altare mentre un lettore dice:
Questa prima candela, Signore,
è la luce della speranza,
è come la prima luce che si accende
appena cala il buio della sera.
Parla di noi, della nostra attesa:
noi ti attendiamo, Signore Gesù.

Tutti insieme:
Nel cuore della stagione fredda
questa prima fiamma
afferma la nostra speranza.
C’è una luce che vince
qualsiasi oscurità!
C’è un amore che disarma
qualsiasi egoismo!
C’è una vita che resiste
a qualsiasi morte!
Che questa luce
tenga desti
i nostri cuori!

Colletta

Padre santo, che mantieni nei secoli le tue promesse, rialza il capo dell’umanità oppressa dal male e apri i nostri cuori alla speranza, perché attendiamo vigilanti la venuta gloriosa di Cristo, giudice e salvatore. Egli è Dio e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.

LITURGIA DELLA PAROLA

Prima lettura  Ger 33,14-16

Dal libro del profeta Geremia.
Ecco, verranno giorni – oràcolo del Signore – nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d’Israele e alla casa di Giuda.
In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra.
In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

Salmo responsoriale    dal Salmo 24

Rit. A te, Signore, innalzo l’anima mia, in te confido.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza.
Rit.
Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.
Rit.
Tutti i sentieri del Signore
sono amore e fedeltà
per chi custodisce la sua alleanza
e i suoi precetti.
Il Signore si confida con chi lo teme:
gli fa conoscere la sua alleanza.
Rit.

Seconda lettura          1Ts 3,12-4,2

Dalla prima lettera di Paolo apostolo ai Tessalonicesi.
Fratelli, il Signore vi faccia crescere e sovrabbondare nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi, per rendere saldi i vostri cuori e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Per il resto, fratelli, vi preghiamo e supplichiamo nel Signore Gesù affinché, come avete imparato da noi il modo di comportarvi e di piacere a Dio – e così già vi comportate –, possiate progredire ancora di più. Voi conoscete quali regole di vita vi abbiamo dato da parte del Signore Gesù.
Parola di Dio. Rendiamo grazie a Dio.

Canto al vangelo         Sal 84,8

Alleluia, alleluia.
Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.
Alleluia, alleluia.

VANGELO Lc 21,25-28.34-36

Dal Vangelo secondo Luca
Gloria a te, o Signore.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria.
Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina.
State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere, e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Parola del Signore. Lode a te o Cristo.


Professione di fede

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Alzatevi e levate il capo,
la vostra liberazione è vicina.


La nostra preghiera

Prete: Fratelli e sorelle, presentiamo al Padre le angustie, i timori, i dubbi per le sorti della nostra storia con il cuore colmo di speranza e di attesa vigilante, e diciamo:
Il tuo Spirito ridesti nella gioia i nostri cuori!

• Tu sei Padre fedele: risveglia nella Chiesa la fedeltà a te e all’umanità.
• Tu sei Padre di misericordia: dona successo agli sforzi di coloro che operano per la riconciliazione.
• Tu sei Padre di salvezza: fa’ che possiamo levare i nostri volti ed incontrare lo sguardo di chi soffre.
• Tu sei Padre d’amore: ravviva la nostra preghiera che ci conforma e ci conferma come tuoi figli.
• Tu sei Padre di speranza: apri i nostri occhi sui tanti segni del tuo Regno che viene, per ritrovare il gusto di donarci per un mondo più giusto e più fraterno.
• Tu sei Padre dei viventi: donaci la speranza di ritrovarci (con ….. e) con tutti i nostri fratelli defunti nella  Gerusalemme celeste.
Prete: Sei tu, o Padre, che in Cristo hai percorso le nostre strade lasciandoci le orme della tua presenza e il cammino che conduce a te: sii benedetto per l’opera del tuo Spirito che ci sorprende ogni giorno con le tue meraviglie, ora e nei secoli dei secoli. Amen.

Antifona alla comunione

«Vegliate e pregate in ogni momento,
per esser degni di comparire davanti al Figlio dell’uomo». (Cf. Lc 21,36)

Canto all’offertorio

Santo

Canto alla Comunione

Canto finale

Per la preghiera a casa

Orientamenti per la preghiera
Leggere nella bibbia:  i testi sul giudizio di Dio (Isaia 65; Ezechiele 38-39; 2Tessalonicesi 2,1-12) e sulla vigilanza (Matteo 24,36-25,18; Luca 12,35-48; 2Pietro 3)

Le letture di Domenica prossima, seconda di Avvento – anno C
Baruc  5,1-9; Salmo 125; Lettera ai Filippesi 1,4-6.8-11; Luca 3,1-6

Siamo uomini dell’Avvento? (J. B. Metz, Avvento, Natale, pp. 20‑24)
Domandiamoci una volta in questi giorni di Avvento e di Natale: non operiamo noi forse, segretamente, come se Dio fosse restato del tutto alle nostre spalle, come se noi – frutti tardivi di questo ventesimo secolo post Christum natum – potessimo trovare Dio solamente in un facile e malinconico sguardo del nostro cuore ‑ una debole luce riflessa – alla grotta di Betlemme, al Bambino che ci era stato donato? (…)
Siamo uomini dell’Avvento, che hanno nel cuore l’urgenza della venuta di Cristo, e con gli occhi spiano, cercando negli orizzonti della propria vita il suo volto albeggiante? Diamo realmente all’«Avvento» di Dio ancora un «futuro»? O non abbiamo segretamente relegato Dio nel ghetto di un mero passato? Sì, l’abbiamo fatto in molti modi; l’astuzia del nostro cuore ci ha sedotti a farlo.
Perché il nostro fragile cuore peccatore crede più facilmente di essersi già lasciato alle spalle, come dato scontato, il volto di Dio; e facilmente nutre le sue speranze con le povere ombre e i poveri sogni di questo pio passato, piuttosto di sentirsi ancora esposto senza difesa a esso, a Dio, Dio in quanto Dio, non più qui o là sotto il velo misericordioso di una vicinanza corporea, ma nel nudo splendore della sua santa natura, nel fuoco divorante della sua divinità che irrompe in noi non più solamente qui o là, ma sempre e dappertutto, «come il lampo, dall’oriente sino all’occidente» (Mt 24,27), come la grande rivelazione e trasformazione del mondo, quando cadranno tutte le maschere e tutti gli abiti di gala, e sussisterà solamente la devota povertà dell’amore.
È grande per noi il pericolo di abbassare questo avvento di Dio alle vedute del nostro spirito, e di chiuderci e difenderci da esso. Il nostro cuore inventa sempre mille astuzie per dimenticare il destino religioso dell’uomo in un puro passato, che nel ricordo di secoli ha reso innocuo, senza mordente. Ogni rimembranza è ottimistica e trasfigurante! Questa tendenza a vedere tutto il destino del fatto religioso in un passato porta tanto lontano! (…)
Che cosa abbiamo dunque fatto della nostra fede in Cristo? Non l’abbiamo forse spesso piegata a tenere lontano dalla nostra viva carne l’incontro – che ci aspetta – con l’avvento divino? E credevamo proprio, con essa, di tenerci a distanza da ogni nuovo destino? «Egli ritornerà»: abbiamo degradato questa realtà a un lontano episodio in una fine non esperibile, di cui niente sappiamo e vogliamo sapere salvo che noi, nel nostro tempo, ne siamo ancora lontani e senza pericolo? Penetra ancora nel nostro cuore qualche cosa dei lampi del Dio che si avvicina, di fronte a cui il cristianesimo primitivo stava a testa alta?
Qualche cosa di questa antica generazione, che pure aveva guardato il volto umano del Dio del nostro passato, della sua santa impazienza e inquietudine, appartiene ancora anche al nostro cristianesimo del ventesimo secolo, diventato spesso troppo confortevolmente borghese?
Gli imperativi che san Paolo presenta ai suoi fratelli, la morale escatologica che egli predica loro , sono ancora le esigenze spontanee della nostra esistenza? Non abbiamo piuttosto minimizzato i detti escatologici della Scrittura, riducendoli a imperativi di una generazione «ultima», che non è mai la nostra?

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