Diario di viaggio – SECONDA PARTE

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11/08/2018

Buongiorno. Dopo le lodi e la colazione ci avviamo verso la piazza Del Pappagallo per partecipare alla festa del papà con i bambini del catechismo.

Lungo la strada ci viene offerto un assaggio di jaca, un frutto con grossi semi con attorno la polpa da mangiare da un sapore favoloso.

Arrivati in Piazza basta un pallone e tutti si mettono a giocare.

Prima di immergerci nei giochi insieme ai ragazzi andiamo a trovare Irma Violetta.

Irma Violetta tutte le mattine si dedica ai poveri. Essi formano file davanti alla sua porta. Lei condivide la casa e quello che ha. Il mangiare sono gli avanzi che le persone le portano. Abita nel quartiere di Bon Fin, zona più ricca rispetto alle altre, e ha il disappunto dei vicini che non sopportano il puzzo dei poveri.

Violetta è stata sposata e ha un figlio di 30 anni. Dopo sette anni di matrimonio, il marito alcolizzato è andato via di casa. La sofferenza per questa crisi l’ha portata a decidere di dedicarsi ai poveri e di essere presenza di Cristo in mezzo a questa gente.

-Questa casa è una provocazione dell’amore e della Misericordia di Dio in mezzo alla gente – ci dice. Il tempo è una invenzione che inganna. Non c’è ieri e domani, ma solo l’oggi. Ora in questo istante siamo chiamanti a vivere in maniera piena l’amore.

Ci lascia invitandoci ad non accontentarci di un piccolo amore, noi siamo fatti per vivere un amore grande. Amate di un pazzo amore, Gesù lo rende possibile.

Ripassiamo dalla piazza per giocare con i bambini e fare merenda dopo aver messo in comune il cibo che ognuno ha portato.

Durante il ritorno a casa ci fermiamo presso una casa di riposo per fare un saluto e una preghiera insieme agli ospiti. Nonostante le difficili condizioni di vita in quel luogo, diversi di loro mostrano comunque di essere felici per la nostra visita.

Lo spuntino a base di dolci non ha soddisfatto i nostri giovani che tornati a casa si sono sistemati nel bar accanto alla nostra casa e hanno iniziato a ordinare di tutto.

La spiaggia di Boa Viagem dove stiamo di casa.

E per la prima volta assaggiamo l’agua di cocco.

Ritorniamo a piedi a Massaranduba per partecipare alla Messa in una zona della parrocchia dove è sorta una nuova comunità che sta crescendo per diventare una nuova parrocchia intitolata a Santa Chiara. Oggi è la prima volta che celebrano la loro festa. Partecipiamo alla loro Messa nella festa di Santa Chiara.

La messa è celebrata in uno scantinato: al centro, alle spalle dei preti, dietro una tenda che fa sfondo vediamo scorrere dell’acqua che percorre lo spazio centrale delle sedie, ne sentiamo il nauseante odore di fogna. Ma tutti fanno festa e cantano.

12/08/2018

Oggi, Domenica, giornata più tranquilla.

Ci alziamo con calma verso le 7,30. Dopo le lodi e la colazione preparata oggi da Maddalena, la signora che si occupa della casa, ci avviamo alla chiesa di Massaranduba per la messa delle ore 11.00. Ci vogliono 40 minuti a piedi. Durante il percorso dobbiamo fermarci a comprare il latte in polvere che ci servirà come biglietto per entrare ad un evento benefico nel pomeriggio nel quale si balla la samba.

Al termine della messa i saluti calorosi di benvenuto della comunità e la benedizione ai babbi per la festa del papà.

Con don Luca che ci accompagna andiamo alla churrascaria che già conosciamo per il pranzo.

Ore 18.10 – Siamo al Pelourinho, la piazza principale di Salvador, in attesa di Claudia una delle operatrici del progetto Beija Flor che ci deve introdurre a una festa di samba.

Con 400 gr. di latte in polvere consegnato all’ingresso di questa festa a scopo di beneficienza entriamo ed è subito SAMBA…

Per il ritorno a casa proviamo il servizio Uber. In meno di un minuto dalla prenotazione arriva l’auto e così riusciamo ad arrivare a casa in poco tempo e ad un costo di poco più di un biglietto del bus. Servizio fantastico. Non si capisce perché non sia possibile averlo anche in Italia.

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Lunedì 13 agosto 2018

Dopo lodi e colazione abbiamo raggiunto a piedi largo de Roma. Nella Igreja da imaculada Concecao de Madre de Dios viene celebrata la festa di una suora che si è dedicata ai poveri, agli abbandonati e ai malati, Irma Dulce.

Breve storia di Irma Dulce: entrata in convento Dulce trasforma, all’insaputa delle consorelle, un pollaio in un ospitale per i poveri e gli ammalati, uccidendo tutte le galline per dare da mangiare a chi non ne aveva.

Da quel momento, nonostante le difficoltà, non smette di chiedere aiuto a tutti. Costruisce così un ospedale di medicina generale, pediatrico, oncologico, case di cura e di accoglienza. Punto di riferimento per la città di Salvador, ad oggi impiega circa 3.000 persone.

Dopo la solenne celebrazione della beata Irma Dulce presenziata dal vescovo Ausiliare di Salvador abbiamo visitato le opere nate dall’attività di questa donna.

Visitiamo una struttura che accoglie 85 persone (di cui 40 inserite nel progetto Agata Smeralda) sole, abbandonate dalle proprie famiglie, solitamente disabili. Sono accolti in piccoli gruppi in stanze adibite a nucleo familiare.

Incontriamo alcune delle persone adottate a distanza della nostra parrocchia.

Julio

Adailton

e Celia

Usciamo e andiamo a pranzo

Con il pulmino messo a disposizione di Agata Smeralda (un grazie di cuore per questo sevizio) ci spostiamo nella parrocchia di Alto do Peru (la prima della missione fiorentina) per visitare il centro sociale Dom Lucas Moreira Neves. Progetto di Agata Smeralda per la preparazione professionale dei giovani della zona a rischio sociale.

Corsi e studi di odontoiatria, odontotecnico, idraulica, manutenzione e controllo elettrici, automazione, musica, cucina, informatica, inglese, cura degli anziani. Ci sono anche corsi che interessano l’arte: danza, teatro ecc….

Ci sono anche corsi di valorizzazione sociale che hanno l’obiettivo di includere chi non ha possibilità o formazione sufficiente per i corsi professionali.

Dopo una presentazione di tutte le attività assistiamo ad uno spettacolo di danza baihana.

E poi tutti insieme a ballare la samba.

Il Centro Sociale situato nel mezzo del bario di Capelinha

dà una opportunità ai giovani di integrarsi, agli anziani e alle persone sole di non rimanere isolati.

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Martedì 14 agosto

Sveglia alle 6,45. Lodi alle 7,15. Colazione alle 7,30.

Alle 8,15 ci aspetta il pulmino per andare a trovare le suore di Monticelli a Boa Vista Dolobato. Prima favela ora bario che è migliorato in termini di strutture abitative ma peggiorato in criminalità. Mancano il lavoro e le opportunità di integrazione.

La struttura è coloratissima e costruita in maniera tale che i bambini trovino un ambiente bello e accogliente.

A Salvador non sono molte le occasioni di vedere cose belle: le case sono piccole, con poche finestre, spesso sporche ed inserite in contesti di degrado; gli spazi verdi sono sacrificati a vantaggio del cemento e del calcestruzzo; le vie e le piazze (fatta eccezione per le zone centrali e quelle più ricche) ispirano tutto tranne che positività – e nonostante ciò sono gli spazi più vissuti. Per questo è importante anche avere luoghi belli come questo, educano alla bellezza, danno un senso di accoglienza e di dignità: non è sfarzoso ma rende ad ognuno la dignità di un posto in cui stare bene.

È stata aperta nel 2001. Accoglie 150 bambini dell’asilo e circa 50 adolescenti per educazione sociale. Qui non pagano mentre gli asili statali sì e molti non se lo possono permettere.

I bambini ci accolgono con canti di benvenuto…

… e con una esibizione di capoeira…

…che coinvolge anche noi!

Ci lasciano un regalo: un quadretto fatto da loro.

Con suor Germana andiamo nel bario. È da più di una settimana che hanno chiesto il permesso di entrare. Due fazioni si stanno facendo la guerra ed è diventato pericoloso girare per gli stretti vicoli del quartiere.

Entriamo attraverso vicoli strettissimi nella parte più bassa dove fino a poco tempo fa vi era solo acqua.

Questo rio è una fogna a cielo aperto e espande i suoi fetidi odori. Per passare da un’abitazione all’altra lo attraversiamo più volte tramite ponticelli di legno improvvisati e pericolanti.

La bambina è la figlia della mamma diciassettenne vestita in giallo. Sta con la nonna.

Carla, 21 anni e due figli. Quella in collo è l’ultima di 1 anno e mezzo.

I ragazzi giocano con gli aquiloni.

Tornati al Centro Educacional Caridade pranziamo e poi accogliamo i bambini del turno del pomeriggio.

Arriva Anthoni Silva Muniz, uno dei bambini adottati da noi. Mi porta un pensierino fatto da lui, un cuore con un benvenuto e un ringraziamento. Mi si butta letteralmente al collo e non si stacca più da me fino che non vado via.

Salutati i bambini torniamo in parrocchia da don Paolo per accompagnare a piccoli gruppi i preti e due ministri straordinari che portano la comunione ad alcuni malati.

Siamo in casa di don Paolo.

Ci dividiamo in 4 gruppi di tre e visitiamo alcuni malati

Zenizia con problemi di circolazione che le hanno portato piaghe e malformazioni ai piedi e non può camminare. È sola e senza figli.

Donna Maria, 91 anni con una figlia con problemi al cuore.

Ci fermiamo! Mangiamo un pezzo di pizza per aspettare la catechesi delle dieci parole alla quale parteciperemo dalle 19 alle 21,30

La catechesi

Alle 22.00 con Uber siamo tornati a casa (spesa 8 reais = 2 euro complessivi per quattro persone).

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Mercoledì 15 Agosto

Qui non esiste la festa del ferragosto della Assunzione di Maria. La festa religiosa e spostata a domenica.

Oggi dedichiamo tutto il giorno ai bambini del progetto Beija Flor.

Da alagados (case come palafitte) questa zona è diventata un bario. Beija Flor è nato per rispondere ai bisogni dei ragazzi che a 13 anni non sapevano ancora leggere. Questo progetto nasce per dare una possibilità di formazione a coloro che non se la possano permettere.

Don Paolo ci introduce nel progetto e ci racconta quello che siamo chiamati a fare.

i bambini ci presentano racconti della tradizione brasiliana e naturalmente il samba

Dopo i balli ci dividiamo nelle varie classi per aiutare le insegnanti.

Mentre qualcuno collabora con la cucina….

…. Gli altri collaborano a tenere i bambini attenti alle varie attività didattiche….

… o fanno esercizi circensi.

poi dopo aver mangiato un po’ di riposo.

Mentre i bambini si riposano noi facciamo il pranzo.

Riprendo le attività.

E per i più grandi ancora le arti circensi

ore 16,30 – I genitori arrivano a riprendere i bambini e noi ci sediamo sfatti della lunga giornata.

Abbiamo invitato a cena il gruppo della Madonna della Tosse. Fatto la spesa e sempre con Uber facciamo ritorno a casa per preparare la grigliata.

I fuochisti preparano il carbone

E finalmente si mangia. Viene spazzato via tutto! Stiamo stati bene insieme!

Andiamo a letto. Domani non avremo impegni fino alle 14.00 per cui la mattina avremo più di tempo per riposare. Un saluto a tutti.

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